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Ylenia Carrisi

Figlia di Al Bano e Romina Power, 24 anni, Ylenia scompare nel nulla.
 Enzo Catania ne ha ricostruito la vicenda personale che inizia a Cellino San Marco per interrompersi bruscamente lungo il Mississipi
New Orleans, la città delle tre "M": magica, misteriosa, maledetta. Qui il 6 gennaio 1994 sparì Ylenia Carrisi, figlia di Albano Carrisi (in arte Al Bano) e di Romina Power, nipote di Tyrone Power e di Linda Christian .
Nata il 26 luglio 1970, i 24 anni li avrebbe festeggiati, come sempre, nella grande casa rurale di famiglia, a Cellino San Marco, in Puglia.
Una guardia costiera vide una ragazza annegare nel Mississippi, il "Grande Fiume", quella specie di sacro Gange del Nuovo Mondo, che correva tra paesaggi osannati del cinema, sterminate distese dov'erano nate le prime ferrovie, susseguirsi di facce e di costumi che avevano fatto la fortuna della musica jazz. Durante la primavera o l'estate il fiume restituiva i corpi anche tre giorni dopo. Ma era gennaio, la temperatura a due gradi centigradi: difficile che un cadavere si decomponesse e tornasse a galla. Poteva finire verso il Sud, farsi trainare dalla corrente sino al Golfo del Messico, per poi essere scaraventato in una massa d'acqua di ventimila tonnellate al secondo. Poteva anche non emergere più. Ma quella ragazza era davvero Ylenia? Nulla che riuscisse a provarlo.

 "U' lupu se l'inghiuttuta" ("il lupo se l'è inghiottita"), dissero i contadini di Cellino San Marco. "Ylenia, la nostra Maria Sole, ce l'hanno strappata dalle viscere", dissero nonna Jolanda e nonno Carmelo. E una catena di solidarietà e d'affetto si riversò verso contrada Curtipetrizzi, in quella specie di "mulino bianco" da 200 ettari dov'era cresciuta Ylenia, insieme a Yari, il secondogenito, a Cristel e a Romina junior, chiamata "Uga". Tutti si sentirono molto vicini al dramma dei Carrisi. Albano, classe 1943, nato al numero 22 di via Di Vittorio, divenuto Al Bano su suggerimento di un talent scout come Adriano Celentano, era uno di loro, cresciuto insieme a loro.

    E
la mattina del 26 luglio 1970, nella chiesa di Santa Caterina, dove sin dalle prime ore dell'alba frotte di donne si erano portate dietro sedie e panchette, accalcandosi al punto da accerchiare e sovrastare l'altare per non perdersi un solo secondo della cerimonia tra vip e volti famosi, Romina non aveva sposato solo un uomo, ma un intero paese che l'aveva subito adottata. Persino vitigni e vini avevano incominciato a chiamarsi "Felicità", "Canaglia", "Nostalgia"..., come le rime e canzoni della coppia. Ecco perché la gente fece suo il dramma dei Carrisi. E la sterminata New Orleans si presentò piccola piccola,  quasi dietro l'angolo, a un tiro di schioppo da Cellino San Marco.


Il lupo che aveva inghiottito la bella e dolce Ylenia si chiamava dunque America. Eppure ancora  la mattina di Capodanno parlava al telefono con mamma Romina, appariva tranquilla, diceva d'aver con sé 2 milioni e mezzo in traveller's cheques. Ora invece figurava sui registri del "Missing Persons Bureau". Più che un nome e cognome diventava un numero: 85.361. Solo la polizia di Los Angeles lavorava su 7793 casi, 28 persone sparite al giorno, una all'ora, di cui 2050 minorenni, ogni volta era come cercare un ago nel pagliaio. Ma Ylenia era scomparsa "volontariamente" o "involontariamente"?


Scatta il piano della polizia per ritrovare Ylenia. Le indagini sono affidate a un detective di New Orleans, 
città nella quale la ragazza è stata vista l'ultima volta. Si sospetta di un trombettista jazz.

L'ispettore Ronald Brink, detto "Ronny", 49 anni, baffetti rossicci e sottili, grandi occhiali sopra un naso di tutto rispetto, ritenne impossibile che una ragazza che parlava correttamente cinque lingue, passata dalla facoltà di Lettere Moderne di Lecce al blasonato "King's College" di Londra, media del 28, potesse essersi smarrita per difficoltà ambientali.
E poi Ylenia aveva gusto, stravedeva per le melodie di Toquinho, si appassionava alle canzoni di Al Jarreu e di Sting e conosceva New Orleans, stregata dai suoi colori e dai suoi ritmi. Purtroppo della "perla del profondo Sud" lei vedeva solo i mille lati belli, trascurando il resto. D'altronde che poteva saperne una ragazza piena di sogni dei 440 omicidi ogni anno, il più alto tasso d'America? Che la città fosse in testa alla classifica anche per numero di detenuti? Che tra gli oltre 600 mila abitanti si annidasse uno dei più potenti clan di Cosa Nostra? Che magia nera e centinaia di altri riti approdati da ogni angolo del mondo avessero già dato alla polizia più grattacapi e fastidi di un'armata di guerriglieri? "Se devo vivere in una città - scriveva lo scrittore Flannery O'Connor - scelgo questa perché solo qui l'esistenza dei demoni è liberamente riconosciuta". Infatti New Orleans aveva due anime: quella dei commerci, delle industrie portuali, dell'artigianato prosperoso, soprattutto del turismo febbrile dalle mille trovate (a cominciare dal jazz dei "nipotini" dell'inimatibile Louis Armstrong) e quella della droga, delle sparizioni, dei delitti, delle esistenze allo sbando, della disperazione e dell'angoscia. "E' stata questa seconda New Orleans che si è presa Ylenia",  pensò l'ispettore Brink.

I coniugi Carrisi, Al Bano e Romina, erano già stati a New Orleans nel luglio del 1993, impegnati in un programma musicale di Canale 5. Titolo: "America perduta". Ne avevano approfittato per portare in vacanza il resto della famiglia. Ylenia s'era subito messa a caccia di personaggi e di curiosità  per un suo libro al quale pensava da tempo. Tra gli altri aveva conosciuto Alaxander Masakela, detto Alexander, barba bianca e lunga, 54 anni, un metro e 65 di altezza, 60 chili, trombettista, adescatore di ragazze, fama di guru "rastafariano".  Suonava spesso davanti a Walgreen's & Schwegmann, grande supermercato di cosmetici, con annesso reparto per amuleti anti-malocchio e intrugli per fatture. Spesso però si vedeva anche davanti ad altri negozi di Jackson Square, tra gente che ogni giorno doveva letteralmente inventarsi di che vivere, "homless" che facevano mattina frugando pure tra i bidoni della spazzatura.
Ylenia, dopo averci parlato insieme molte volte, era giunta a definire Masakela "il mio maestro", sottolineando che aveva "un fascino incredibile" e che apriva "dimensioni intellettuali completamente nuove". Quando si era trattato di partire, aveva pregato i genitori di lasciarla a New Orleans ancora per qualche giorno. Inutilmente Al Bano aveva tentato di opporsi, anche urlando e imprecando. Non c'era stato niente da fare. Ylenia li aveva raggiunti solo qualche giorno dopo, dicendo: "Quell'uomo mi fa paura. Ho rischiato di morire". Forse Masakela aveva tentato di drogarla? Forse lei aveva capito che se fosse rimasta ancora in quell'ambiente  avrebbe  addirittura rischiato la vita?
Questi erano gli interrogativi che più martellavano il cervello dell'ispettore Brink. C'era dunque innanzitutto da ricostruire dove, lasciata New Orleans, fosse andata Ylenia e in che modo, rientrata a New Orleans,  si fosse riunita al trombettista.           



New Orleans

 Città della Louisiana, sulla sinistra del Mississippi. Fondata nel 1718 dai francesi, ebbe il nome di Nouvelle Orléans in onore di Filippo d'Orléans. Nel 1795 passò alla Spagna e nel 1803 agli Stati Uniti, conservando però gli antichi quartieri francesi e spagnoli, le strade acciottolate, i piccoli negozi, le balconate in ferro battuto. 


Romina Power

 Conobbe Al Bano sul set del film "Il Sole". Per lui lasciò il ragazzo di allora, Stanislao Klosswski, figlio di Baltus, cantore di riti e di filosofie orientali. "Mi parlava di alchimia - disse - Al Bano invece mi faceva conoscere la concretezza della vita. Quando lo conobbi però non capii che era l'uomo giusto. Dovetti studiarlo a lungo...Guardavo come vestiva...E vestiva in un modo che faceva proprio schifo. Comunque a me non importava niente dell'involucro, guardavo l'anima...Al termine del film capii che gli volevo già bene".


Guatemala, Belize, da sola e in compagnia. Ylenia vive a New Orleans ma gira il mondo.
e scopre una passione per la magia vudu. che la legherà al santone "rasta" Masakela.

Gli aneddoti sull'ispettore Ronald Brink facevano parte della stessa vita di New Orleans. Aveva varcato il portone del "Police Department" da 26 anni, aveva fama di duro e fanatico. "Uno che non molla mai", diceva Walt Philbin, cronista del Times Picayune. Eppure su Ylenia Carrisi gli inviati italiani di giornali e tv erano più informati dei suoi agenti. In luglio, lasciata New Orleans, la ragazza s'era fermata una settimana in Guatemala, raggiungendo poi il Belize, ex Honduras britannico, sul mare delle Antille. La sua destinazione era Dandriga. In barca s'era poi spostata verso Hopkins, un villaggio di pescatori.

Lisa Chandler, californiana di 43 anni che aveva lasciato da 8 i comfort della metropoli per stabilirsi in quel lembo di terra, ricordava benissimo Ylenia. Era approdata con tre vestiti dicendole: "Rientro in Italia, parlo con i miei e ritorno". Infatti era andata a Cellino San Marco e a settembre era ancora ad Hopkins. Le bastava poco per vivere: 78 cent (circa 218 lire) al giorno d'affitto per una capanna di 25 metri a ridosso della spiaggia, senza bagno, luce, acqua corrente, elettricità e cucina. Era subito diventata amica di tutti.  Stando alla Chandler, "l'unico uomo che ricordava con piacere era il musicista Eric, un chitarrista del gruppo di David Bowie...".

    Passava le ore guardando il mare, divorando pagine della Bibbia, ripassando a memoria i brani che più l'avevano appassionata del "The New Think" di Edward De Bono. In lei stava avvenendo una specie di  genesi "spirituale". Spesso dipingeva simboli e immagini dell'ideologia vudu (o voodoo). Forse era arrivata nel Belize, terra legata ai riti da una tradizione secolare, proprio per approfondire le sue cognizioni. Ma la sua fantasia era soprattutto orientata verso la magia dagli influssi positivi. Ecco perciò un graffito nero con il "loa", il serpente dispensatore di pioggia. Ed ecco il "loa" con le corna, il folletto generoso. Poi un sole e una croce, sinonimo di buona salute e guarigione. Le pareti della capanna traboccavano di raffigurazioni.

Ylenia prendeva anche appunti, sempre in funzione del libro da scrivere. Non poteva quindi sfuggirle che molte ragazze, donne anziane e vecchi confezionavano le famose "puchinga", bambole di piume d'uccello: bastava riuscire a farne entrare una in casa del nemico per provocarne la depressione; bastava nasconderla sotto la stuoia d'ingresso per determinarne la morte. La dolce Ylenia sempre di più però continuava a propendere per la magia bianca, quella del bene. Una mattina aveva annunciato che avrebbe lasciato il Belize la sera di Natale e che avrebbe trascorso una settimana in Messico per poi ritornare a Hopkins. Invece il 27 dicembre, un lunedì, eccola a New Orleans ed eccola confidare a un'amica: "Sto attraversando un brutto periodo. Mi sento confusa e insicura. In luglio ho sconosciuto un maestro spirituale. Voglio parlargli". Vuoi vedere che la candida Ylenia pensava addirittura di poter redimere il "diavolo", quel trombettista Alexander Masakela?
O forse voleva confrontare i nuovi riti sperimentati  nel Belize con le teorie del guru?


Vudu

 Culto degli indigeni di origine africana delle Antille, legato all'animismo degli schiavi deportati sulle isole durante la tratta dei negri. Se ne conoscono varie forme: da quelle simboliche per mantenere vivo il patrimonio culturale, a quelle mistiche per venerare idoli a quelle orgiastiche: effettuate di notte, con il consumo di alcool, droghe e animali offerti in sacrifico.


Alexander Masakela

 "Guru rastafariano". Alexander non si separava mai dal suo caratteristico copricapo in cotone multicolore, portato dai neri giamaicani seguaci del "Movimento religioso cristiano Rastafari". Credono che Hailè Selassiè, Negus d'Etiopia, il cui vero nome era Ras Tafari Maonnen, dopo Gesù Cristo sia stato in vita il secondo Messia previsto dalla Bibbia.


Vive di espedienti e trascorre le notti in hotel da pochi dollari. Ylenia ha fatto suo il motto della
 beat generation: "On the road". e il rapporto con Masakela si fa sempre più contorto.

 Mura maleodoranti, pareti di plastica, ventitre dollari a notte, pagamento anticipato. Vera topaia dalla sigla pretenziosa: "Hotel Lè Dale". Il 30 dicembre 1993 Ylenia Carrisi e il trombettista presero una camera matrimoniale, la B, poiché non era disponibile una doppia, ma già il giorno dopo si trasferirono nella 7, due letti singoli. Nel firmare il registro avevano avuto un battibecco. Patti Eagle, un'inserviente, raccontò all'ispettore Brink d'essere stata colpita dalla gentilezza della ragazza, avendola chiamata per nome nel restituirle il passaporto.
Ma Alexander Masakela era intervenuto urlando a Ylenia perché gli avesse mentito. Chiaro dunque che la ragazza poteva essere stata affascinata dall'enigmatica personalità del guru ma, cresciuta all'antica e perbene, stava sempre sul chi vive.

    Per sei giorni una vita anonima, soliti orari: uscivano verso le dieci del mattino e rientravano a volte alle sei e mezzo, a volte a mezzanotte. Rasheed, sassofonista di strada, ricordava che "spesso la ragazza, giubbetto alla vita, fece anche da assistente a Masakela", aiutandolo a raccogliere i soldi dai passanti o a far da "palo" alla tromba quando lui si assentava per una birra. E poi lo seguiva "per farsi imbottire il cervello con quei soliti discorsi esoterici...". Quasi sempre cenavano all'Humming Bird Restaurant, davanti all'albergo: lui riso o due uova strapazzate, lei toccava appena il cibo, restandosene con gli occhi assorti, come se fosse in preda a qualche allucinogeno. "Il conto - raccontò Cyndee, proprietaria dell'albergo -veniva pagato giorno per giorno da Masakela, con biglietti da 50 o 100 dollari che gli dava lei. E teneva il resto".

Forse erano diventati amanti? L'ispettore Brink accertò che in nessuna occasione si erano comportati da innamorati: mai una carezza, un bacio, una mano sfiorata. "Quando la ragazza italiana -disse ancora Cyndee - ci chiese con insistenza la camera a due letti, lui fece una scenata pubblica. Gridò: "Voglio un letto matrimoniale, brutta stronza. Ma la spuntò lei". E Marck Beck, un conoscente occasionale, aggiunse: "Ne sono certissimo:tra i due c'era solo amicizia". Ma a sentire il sassofonista Rasheed ,"Ylenia era completamente ipnotizzata. Quello potrebbe averla plagiata, stravolta con stupefacenti, averne fatto una larva umana". Sul perchè lei l'avesse seguito in un postaccio come quello, l'ispettore Brink si diede una spegazione: Ylenia idolatrava Jack Kerouac cantore dell'autostop e della vita sulla strada, osannato scrittore della sfida al perbenismo e alla jet-society. Insomma, meglio il rischio di una vita di dannazione che la stupidità di una vita conformista. Quelle stanze decadenti che invocavano l'imbianchino, quelle scatole di metallo della spazzatura nei corridoi, potevano esserle apparse più vicine alla sete di esperienze e alle "verità" di Kerouac di quanto non fossero le residenze da vip.

    Ylenia Carrisi restò all' "Hotel Lè Dale" sino alla mattina del 6 gennaio, giorno dell'Epifania. "Mi assenterò un paio di giorni, anzi tornerò stasera", disse alla reception. Invece della doccia, per la prima volta da quando era arrivata, aveva fatto il bagno. Non la videro più..               



Tyrone Power

Attore, classe 1913, di Cincinnati nell'Ohio, figlio d'arte. Lasciò la California per Broadway, imposto dalla Fox per sfidare il mito di Errol Flynn, affidandogli soggetti di cappa e spada, come "Il sogno di Zorro" o "Sangue e arena" con Rita Hayworth. Pilota volontario nel Pacifico, tornò con la fama di eroe e medaglie sul petto. Divise la celebrità degli schermi con altri protagonisti come Gregory Peck e Marlon Brando. Spesso tenne banco sui rotocalchi anche per i suoi flirt


Linda Christian

Attrice. ConobbeTyrone Power a Roma e fu colpo di fulmine. "Stanotte ho incontrato il padre dei miei figli", scrisse sul diario. Nel gennaio del'49 si sposarono nella chiesa di Santa Francesca Romana, al Palatino, c'erano non meno di 12 mila persone. Gli sposi vennero ricevuti da papa Pio XII. Dopo due parti non riusciti, alla terza gravidanza Linda se ne restò per tutto il tempo a letto "come se fossi una bambola di porcellana". E all'ottavo mese partorì  Romina

 


Jack Kerouac

 Nativo di Lowell (classe 1922) nel Massachusetts, scrittore, tra i massimi esponenti della beat generation e della voglia di esperienze sempre nuove. Lo chiamavano "l'Ulisse in blue jeans".
A causa di un'emorragia cerebrale morì all'età di 47 anni, bruciati anche dal whisky. Tra i suoi romanzi più noti: Sulla stradaI vagabondi del dharma, I sotterranei.


Al Bano e Romina si mettono sulle tracce della figlia scomparsa. Visitano i bassifondi di
 New Orleans in cui Ylenia ha a lungo sostato e conoscono anche Masakela.

 Toccò a Yari Carrisi, modi educati e gentili, forte somiglianza con il padre, andare per primo alla ricerca della sorella. A Londra l'aveva raggiunto una telefonata di Al Bano: "Mancano notizie di Ylenia, è meglio fare un salto in Louisiana". Sapendo che la sorella si muoveva con grande facilità per conoscere tutti e tutto, accertato che Los Angeles c'era davvero arrivata, Yari se n'era tornato in Inghilterra ai suoi studi di musica, filosofia e fotografia. Ma era appena sbarcato a Londra che Al Bano gli aveva ritelefonato: "Siamo preoccupatissimi...". Perciò il 26 gennaio 1994 rieccolo a Los Angeles, raggiunto il 30 al "Meridien Hotel" da mamma e papà.

Al Bano e Romina ebbero immediatamente l'impressione di muoversi in una selva di tenebre e inferni. E si trasformarono, loro malgrado, da genitori "casalinghi" e coppia affiatata della canzone italiana, in "navigatori" dei bassifondi di New Orleans. Ma cosa non avrebbero fatto per quella loro figlia? In Autoritratto dalla A alla R, scritta a quattro mani nel 1991, Romina confidava: "Quando Ylenia è nata, aveva i capelli neri e gli occhi azzurri. Adesso è bionda con gli occhi verdi... Mi somiglia molto: per la testardaggine, il ribellarsi alle regole, gli scatti inspiegabili...". Al Bano annotava: "Io cerco di aiutare i miei figli come posso, fino al punto di scontrarmi con loro, quando è necessario. E' capitato più spesso con Ylenia, perché non sa (o fa finta di non sapere) che la vita è una corsa tutta in salita. Ha preso molto dal ramo olandese di mia suocera Linda...Però a me piace la sua diversità: è tutta presa dalla cultura, dai pensieri...E' la contestazione continua...Siamo due mondi diversi. Ma io so aspettare. La tengo d'occhio cercando di non opprimerla. Forse lei è un genio che non sono riuscito ancora a scoprire". Insomma, un gran volersi bene e una grande stima, ma divergenze di vedute, normalissime tra genitori e figli di generazioni diverse.

"Che posto orribile, che squallore", disse Al Bano visitando l'albergo dov'era stata Ylenia. E sicuramente fu lui a voler vedere il trombettista Alexander Masakela, forse nel tentativo di strappargli qualche informazione preziosa. Alla fine sentì esplodersi dentro un sentimento di odio e di bile che non aveva mai provato. "Per la prima volta - ammise - ho creduto di dover ammazzare qualcuno. Dio ha fermato la mia mano, ma sento che quel maledetto è la causa di tutto. E poi quante bugie! Aveva incominciato affermando di aver conosciuto Ylenia solo per qualche ora". E invece con il suo influsso era dall'estate che la perseguitava, fermandosi da solo nello stesso albergo sino al 14 gennaio, tentando addirittura di saldare il conto con travellers'cheques della figlia . "Ci rifiutammo di incassarli - giurava la proprietaria all'ispettore Brink. - Poi il 18 siete incominciati ad arrivare voi della polizia, requisendo il bagaglio e facendo un sacco di domande. Ma di quella ragazza noi possiamo dire solo bene". E Masakela? Nella settinana in cui siamo stati insieme - ribadiva con ostentata naturalezza- io suonavo la tromba agli angoli di Bourbon Street, lei se ne andava in giro a raccogliere materiale per il suo libro. Quando la sera del 6 gennaio non ricomparve in albergo, devo essere sincero: non mi allarmai molto... E poi sono convinto che Ylenia è viva".

I Carrisi interpellano poliziotti, detectives privati e persino medium. Ma Ylenia non si trova. E così nel febbraio del'94, sconsolati, Al Bano e Romina lasciano New Orleans e fanno ritorno in Italia.

Il trombettista Alexander Masakela, oltre che in possesso dei traveller's cheque, venne trovato con altre cose di Ylenia, compresi zaino e macchina fotografica. Ecco perché Al Bano e Romina si aspettavano che quantomeno venisse arrestato. Ma se il guru il 31 gennaio 1994 finì davvero in galera, bloccato all'una di notte mentre camminava per il quartiere francese, lo si dovette alla denuncia di una sua ex fidanzata, Helene Washington, incinta di sette mesi: giurava di essere stata stuprata. Una denuncia provvidenziale per due motivi: da una parte permetteva alla polizia di mascherare le proprie inefficienze in una città smisurata come New Orleans, dall'altra consentiva di tenere Masakela sotto chiave per quella vicenda della ragazza italiana che aveva mobilitato l'opinione pubblica internazionale, allertato raffiche di segnalazioni innanzitutto di mitomani che giuravano d'averla vista in qualche posto, spronato taglie e ricompense.

    "Stupro per stupefacenti", recitava il mandato di cattura per Masakela. Al processo l'ingresso in aula del giudice Gerard Hansen lo trovò mentre sbadigliava annoiato. Accanto a lui c'erano altri diciannove imputati, tutti neri, eccetto quattro. Per ognuno il giudice fissava la cauzione. Quando arrivò il turno del trombettista, sentenziò: 50 mila dollari. Per riavere subito la libertà avrebbe dovuto versarne 6 mila. Masakela fece una smorfia: "Ho le tasche vuote". Cosicchè restò in carcere. Ma potè tornare alla sua tromba già l'8 febbraio anche perché le indagini su Ylenia non avevano prodotto sostanziali novità a suo carico. "E' viva - continuava a giurare Masakela - E una come lei, così piena di vita, non si sarebbe mai gettata nel Mississippi".

Viva, ma dove? Corse voce che Ylenia potesse essere andata in Florida a un convegno hippy. La nonna Linda Christian manifestò l'idea che la nipote potesse essere stata drogata "contro la propria volontà". A Torino, tra gli stand di "Mysteria", la fiera del "fantastico" e del "profetico", la maggior parte degli esperti sostenne queste tesi: Ylenia "non è morta", "non è in acqua", "non è malata", "è stata drogata", "è nascosta con uomo", "sarà trovata entro tre o quattro settimane". Macchè! A New Orleans i Carrisi continuarono a tenersi a stretto contatto con polizia e detectives privati, interpellarono persino medium, sensitivi e scrittori dell'underground. "Questa storia sembra un film e il finale lo conosce quel trombettista di nome Alexander", proclamò più d'una volta Romina. Poi il 18 febbraio decisero di rientrare in Italia, dopo una breve sosta in Svizzera, ospiti di amici. "Non dite che qui si chiude il sipario. Continueremo le ricerche di nostra figlia", disse Al Bano.
Il 2 marzo Edward De Bono, l'autore di "The New Think", lanciò un appello: "Voglio che sia Ylenia a dirmi se davvero anche il mio libro ha contribuito a rovinarla, come qualcuno insinua. Capisco la rabbia e il dolore dei genitori e sono vicino a loro, ma francamente escludo che la scomparsa abbia a che fare con uno scritto che non c'entra con pratiche mistiche o ipnotiche". Anche l'appello di De Bono restò però senza risposta. 

Mississipi

 Fiume dell'America Settentrionale, attraversa gli Stati Uniti dalla regione dei Grandi Laghi fino al Golfo del Messico. Lungo 3780 chilometri, insieme con il Missouri, che è il suo principale affluente, ha una lunghezza di 6260 chilometri. Ed è il terzo fiume del mondo dopo il Nilo e il Rio delle Amazzoni (il secondo se si considera la lunghezza del Nilo solo a partire dal lago Vittoria). Il primo ad esplorarlo nel 1540 fu lo spagnolo Hernando De Soto. Solo però dal XVIII secolo diventò via fluviale di primaria importanza.


E' stata rapita, è annegata nel Mississipi o è ancora viva? In sei anni di ricerche il mistero su
che fine abbia fatto Ylenia resta fitto. I presentimenti della madre Romina e il rapporto diffuso dalla polizia

"Un giallo prima o poi trova una sua chiave di lettura, ma questo resta solo un ginepraio", sentenziò l'ispettore Ronald Brink. La pista che Ylenia potesse essersi "intruppata" in un gruppo hippy verso la Florida si rivelò tutt'altro che campata in aria, però al nocciolo, ancora nessun indizio decisivo.
Ma poichè non c'era di mezzo ancora un cadavere, diventava persino umano e naturale comprendere Romina, la quale continuava ad affidarsi a certe sue sensazioni di mamma: "Credo sia stata rapita per motivi che non sono ancora chiari". Ma se il sequestro era stato a scopo di lucro, come mai non arrivava una richiesta di riscatto?

C'era  un'altra eventualità che Brink si rifiutava di accreditare ma che non poteva neppure scartare: la tratta delle bianche. Come non ipotizzare infatti che Ylenia, alla costante ricerca di particolari sulla condizione dei neri sempre per quel suo libro, non fosse stata attirata in un tranello che poi aveva finito per perderla? Pur scafata e aggiornata poteva essere diventata ostaggio di qualcuno che non l'aveva più mollata o che forse l'aveva soppressa,  per paura che parlasse. "E se invece - si chiese ancora l'ispettore Brink- la sparizione è nata da una sua scelta precisa sempre con lo scopo di provare nuove emozioni?". Lo stesso Mississippi, l' "Old Man River" celebrato da Mark Twain nell'evocazione della mitica era delle navi a vapore tra incanti paesaggistici che un giorno inspirarono anche Ernest Hemingway, forniva alibi e nascondigli a chiunque li cercasse. E poi era davvero così difficile sparire dal suolo americano? Dian Fossey biologa americana, era addirittura riuscita a volatilizzarsi nella foresta africana del Ruanda per vivere tra i gorilla. "I nostri archivi - pensò ancora Brink - sono pieni di ragazze svanite nel nulla o finite male, ma anche riapparse dal nulla, dieci, vent'anni dopo". A quest'ipotesi si legarono in fondo anche i Carrisi.
"Mi auguro di saperla in qualche parte della terra, magari su un'isola, dove lei ha sempre sognato di rifugiarsi", diceva il fratello Yari. E mamma Romina: "Finchè gli avvenimenti non dimostreranno quale è stata davvero la sorte di Ylenia, io resterò aggrappata ai miei presentimenti. Che Ylenia è viva, in qualche parte del mondo".

Giorni, mesi, anni: mai però una traccia. Anzi, tra i motivi della separazione tra Al Bano e Romina influì fors'anche il clima di quel vuoto ormai incolmabile? Di certo, dal marzo 1994 a oggi, cioè già due mesi dopo la sparizione di Ylenia, la vicenda  trovò la sua pietra miliare, consolidata dal tempo, nel verbale del tenente Sam Fardella del New Orleans Police Department. "La signorina Carrisi - testualmente dettò Fardella all'archivista - risulta tuttora una persona scomparsa. E quindi le indagini per ritrovarla continueranno a pieno ritmo. Seguiremo tutte le piste, analizzeremo tutte le segnalazioni ricevute. Non siamo in grado di affermare con certezza che Ylenia Carrisi sia annegata nel Mississippi. La polizia non prende niente per scontato. La ricerca delle persone scomparse è un tipo di indagine molto delicata dove bisogna prendere in considerazione tutte le ipotesi attendibili e utilizzarle nel modo migliore possibile per aprire nuove tracce che gli investigatori possono seguire". Questo linguaggio burocratico per metterci una pietra tombale oppure per lasciare aperto uno spiraglio su speranze senza scadenze? 



Dian Fossey

 Nelle foreste africane apprese così bene tutti i trucchi della magia nera che gli stessi indigeni incominciarono a chiamarla "grande strega". Alla fine venne però uccisa a colpi di machete, quasi a conclusione di una cerimonia sacrificale. E la sua vicenda diventò anche un film: Gorilla nella nebbia, con Sigourney Weaver.


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