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Il patrimonio più ricco d'Italia è quello dello Stato,
composto sopratutto di immobili, molti legati alla Storia dell'Arte e
quindi di non facile utilizzo se non quello di avere un ottimo ritorno
economico dal turismo internazionale e studiosi della materia, fonte
inesauribile essendo tutto il mondo interessato al patrimonio artistico
italiano che può vantare il 75% di quello esistente al mondo. Sono
numerosi anche molti immobili non legati all'arte e quindi potrebbero
essere utilizzati mettendoli sul mercato ed avere un buon ritorno
economico.
Ma cosa hanno fatto
i
nostri "amministratori"
negli ultimi 50 anni? |
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Se ne sono fregati di tutto e di
tutti, sicuramente per i grandi "impegni" assunti nell'interesse del
proprio portafoglio, e questo è sotto gli occhi di tutti.
Infatti gli immobili legati all'Arte sono stati trascurati come
manutenzione e alla gestione turistica, e molto spesso, troppo spesso,
numerosi turisti provenienti da Paesi lontani, profondi amatori e
conoscitori del nostro patrimonio Artistico (noi italiani non
conosciamo neppure quelli presenti nella propria città) non potevano
visitarli in quanto chiusi.
Per gli immobili non legati
all'Arte sono stati abbandonati e non utilizzati da nessuno, salvo per
alcuni diventati "centri" di malavita.
E' stato preferito mandare in affitto molte Istituzioni come, Questure,
Vigili del Fuoco, Prefetture, Polizia, Amministrazioni locali,
Carabinieri e tanti altri, in particolare le ASL o USL e quest'ultime
possono vantare ingenti spese destinate ad immobili in affitto.
Molto spesso lo Stato ha assunto anche impegni di manutenzione
dell'immobile affittato. Ma non poteva mantenere i suoi (nostri)?
Ovviamente è lecito pensare di traffici "personalizzati" in questo
enorme volume di importi.
Provate a visitare il seguente
link per un piccolo assaggio di sprechi pubblici nella sezione:
Altro Video
Sprechi Pubblici
Adesso dobbiamo fare i conti di
questa cattiva e molto "personalizzata" amministrazione.
| Ecco un esempio! |
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“SFRATTO
ESECUTIVO ALLA POLIZIA STRADALE DI CAGLIARI” |

Non arriva certo come il classico
fulmine a ciel sereno la sentenza sullo sfratto esecutivo della
Polizia Stradale di Cagliari. Anzi, evidenzia, sempre che ce ne
sia bisogno, la superficialità con cui, in questi anni, la
Politica e la stessa classe Dirigente locale e nazionale, hanno
affrontato il problema logistico di una istituzione fondamentale
per la sicurezza dei cittadini.
Non sono state sufficienti le pregresse sentenze di sfratto per
prendere atto di una situazione ineluttabile, al limite della
decenza. Neppure le continue denunce sullo stato fatiscente
della caserma sono riuscite ad indurre i rappresentanti
dell’Amministrazione ad essere determinati nella ricerca di una
nuova sistemazione, anche a rischio dell’incolumità di tutto il
personale dipendente.
Ciò che resta di questi anni di contenzioso fra il Ministero e
la proprietà dello stabile, dove il più forte ha sempre cercato
di imporre unilateralmente le proprie decisioni, è la legittima
sentenza del 1° febbraio di quest’anno, che mette in mora la
Polizia Stradale, “invitandola” a lasciare definitivamente la
caserma nel termine di 90 giorni. A questo punto dove andremo a
finire? Al momento non vi è situazione idonea ad ospitare la
complessa “macchina burocratico-operativa” della Polizia
Stradale. E dato che al peggio non c’è mai fine , aspettiamo con
ansia l’arrivo dei Carabinieri per il provvedimento di sgombero.
Data la delicatezza dell’argomento, il Segretario Provinciale di
Cagliari Giuseppe Pilichi ha portato all’attenzione dell’odierna
riunione di Consiglio Regionale del COISP i fatti che hanno
visto coinvolta la Polizia Stradale di Cagliari, significando
che sarà oggetto di una vertenza nazionale.
Il
Segretario Generale Provinciale
Giuseppe Pilichi
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IN ATTESA
DELLO “SGOMBERO” DELLA POLIZIA STRADALE DI CAGLIARI,
UNA VERGOGNOSA SCENA TRAGICOMICA !! |

In merito alle notizie apparse sugli
organi di stampa, sulle decisioni del giudice unico del
Tribunale di Cagliari, che ha convalidato lo sfratto per finita
locazione, intrapreso dai proprietari dell’immobile, nei
confronti del Ministero dell’Interno, che costringerà la locale
polizia stradale a lasciare l’immobile in questione entro 90
giorni, il Co.I.S.P. “Sardegna” – per il tramite del Segretario
Regionale Gilberto Pisu - si è immediatamente attivato presso la
Segreteria Generale ed il Ministero dell’Interno. “Sapevamo
dell’istanza presentata dal proprietario dell’immobile, ma
abbiamo appreso solo ieri della sentenza di sfratto, il nostro
territorio non può essere privato della Sezione Polizia Stradale
che, tra l’altro, opera in tutta la provincia di Cagliari e del
Compartimento “Sardegna” che sovrintende le attività della
specialità di tutta la regione. Ci auguriamo un immediato
intervento del Ministero - afferma Pisu – che ponga fine a
questa vergognosa scena tragicomica”. La vicenda della
Polstrada, sfrattata da viale Poetto, è stata al centro di un
Consiglio Regionale, convocato in seduta urgente e
straordinaria, durante la quale il Co.I.S.P. sardo ha espresso
grande preoccupazione per il disinteresse manifestato su di una
vicenda che da 16 anni pone alla berlina un Ufficio di Polizia
che un tempo veniva considerato fiore all’occhiello di tutte le
specializzazioni. Solidarietà è stata altresì espressa ai
colleghi, che operano in grande difficoltà in questo momento, ed
al dirigente del Compartimento che dovrà gestire una vicenda
ricevuta in eredità.
Il Segretario
Generale Regionale
Gilberto Pisu
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POLIZIA
STRADALE DI CAGLIARI
ASPETTANDO LO SGOMBERO E..... I CARABINIERI !!! |

La sentenza del Giudice non lascia ombra di dubbio: la Polizia
Stradale di Cagliari occupa abusivamente lo stabile di Viale
Poetto e deve andarsene entro 90 giorni dal 1° febbraio di
quest’anno.
Non sappiamo se la vergognosa vicenda che ha coinvolto la
Polizia Stradale sia giunta all’epilogo di una querelle che dura
da circa 15 anni e che ha visto, ogni volta, rimandare a tempi
migliori la scelta delle innumerevoli proposte pervenute a vario
titolo. Certo è che il piglio ingegneristico dei vari Dirigenti,
succedutisi in questi anni, non è servito alla causa, anzi!!!
Non sono servite a nulla nemmeno le innumerevoli denunce delle
Organizzazioni Sindacali, che hanno posto l’accento
· sulla fatiscenza dello stabile, i cui cornicioni crollano ad
ogni soffio di vento
· sull’evidente instabilità delle balaustre, che danno accesso,
dall’esterno, agli uffici siti al primo piano
· sulla presenza di qualche centinaio di metri quadrati di
coperture all’Amianto
· sulla precarietà degli impianti elettrici, ormai rimasti
sospesi laddove è crollata la soletta di continuità fra le
diverse ali dello stabile
· sulla condizione al limite della sicurezza del locale
destinato ad archivio generale
· sulle insormontabili barriere architettoniche
· sulla inadeguatezza dei sistemi di video sorveglianza
· sulla pericolosità di accesso alla Sala Operativa, la cui
pendenza è vinta da una scala eccessivamente ripida, rivestita
in modo posticcio da un foglio di gomma, forse antiscivolo,
priva di stabile corrimano, e che al suo apice costringe gli
operatori a confrontarsi, in assenza di pianerottolo, con una
pesante porta antiproiettile da una posizione precaria
ma anche
· tutti gli arredi fuori norma. Fra cui sedie, scrivanie,
armadi, scaffali, postazioni videoterminali, etc.
· alloggiamenti di fortuna per tutte le costosissime
apparecchiature in dotazione, che, funzionanti a batterie
ricaricabili, trovano nel groviglio di prese volanti, riduttori
e duplicatori, la loro stabile alimentazione, con grave rischio
di corto circuiti
· etc. etc.
ora non ci resta che finire nello stabile di Elmas destinato
all’accoglienza dei clandestini in attesa di rimpatrio, od
opporci allo sgombero forzato, in assetto antisommossa…. MA CHE
VERGOGNA!!!
Il Segretario
Generale Provinciale
Giuseppe Pilichi
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Con la facilità e
leggerezza usata dai nostri amministratori, visto che
riescono ad arrivare a situazioni del genere, dobbiamo
augurarsi che non trovino una soluzione come sotto
raffigurata: |

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