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L’ultimo articolo di Oriana Fallaci,
scritto per il Corriere della Sera dopo
l’attentato di Londra,
dedicato ai rapporti tra l’Occidente e l’Islam…
Ora mi chiedono: "Che cosa dice, che cosa
ha da dire, su quello che è successo a Londra?". Me lo chiedono a
voce, per fax, per email, spesso rimproverandomi perché finoggi sono
rimasta zitta. Quasi che il mio silenzio fosse stato un tradimento.
E ogni volta scuoto la testa, mormoro a me stessa: cos’ altro devo
dire?!? Sono quattr’ anni che dico. Che mi scaglio contro il Mostro
deciso ad eliminarci fisicamente e insieme ai nostri corpi
distruggere i nostri principii e i nostri valori. La nostra civiltà.
Sono quattr’ anni che parlo di nazismo islamico, di guerra all’
Occidente, di culto della morte, di suicidio dell’ Europa. Un’
Europa che non è più Europa ma Eurabia e che con la sua mollezza, la
sua inerzia, la sua cecità, il suo asservimento al nemico si sta
scavando la propria tomba. Sono quattr’ anni che come una Cassandra
mi sgolo a gridare "Troia brucia, Troia brucia" e mi dispero sui
Danai che come nell’ Eneide di Virgilio dilagano per la città
sepolta nel torpore. Che attraverso le porte spalancate accolgono le
nuove truppe e si uniscono ai complici drappelli. Quattr’ anni che
ripeto al vento la verità sul Mostro e sui complici del Mostro cioè
sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le
porte. Che come nell’ Apocalisse dell’ evangelista Giovanni si
gettano ai suoi piedi e si lasciano imprimere il marchio della
vergogna.
Incominciai con "La Rabbia e l’ Orgoglio". Continuai con "La Forza
della Ragione". Proseguii con "Oriana Fallaci intervista sé stessa"
e con "L’ Apocalisse". E tra l’ uno e l’ altro la predica "Sveglia,
Occidente, sveglia". I libri, le idee, per cui in Francia mi
processarono nel 2002 con l’ accusa di razzismo-religioso e
xenofobia. Per cui in Svizzera chiesero al nostro ministro della
Giustizia la mia estradizione in manette. Per cui in Italia verrò
processata con l’ accusa di vilipendio all’ Islam cioè reato di
opinione. (Reato che prevede tre anni di galera, quanti non ne
riceve l’ islamico sorpreso con l’ esplosivo in cantina). Libri,
idee, per cui la Sinistra al Caviale e la Destra al Fois Gras ed
anche il Centro al Prosciutto mi hanno denigrata vilipesa messa alla
gogna insieme a coloro che la pensano come me. Cioè insieme al
popolo savio e indifeso che nei loro salotti viene definito dai
radical-chic "plebaglia-di-destra". Sì, è vero: sui giornali che nel
migliore dei casi mi opponevano farisaicamente la congiura del
silenzio ora appaiono titoli composti coi miei concetti e le mie
parole. Guerra-all’ Occidente, Culto-della-Morte, Suicidio-dell’
Europa, Sveglia-Italia-Sveglia. Sì, è vero: sia pur senza ammettere
che non avevo torto l’ ex segretario della Quercia ora concede
interviste nelle quali dichiara che
questi-terroristi-vogliono-distruggere-i-nostri-valori, che questo-
stragismo-è-di-tipo-fascista-ed-esprime-odio-per-la-nostra-civiltà".
Sì, è vero: parlando di Londonistan, il quartiere dove vivono i ben
settecentomila musulmani di Londra, i giornali che prima sostenevano
i terroristi fino all’ apologia di reato ora dicono ciò che dicevo
io quando scrivevo che in ciascuna delle nostre città esiste un’
altra città. Una città sotterranea, uguale alla Beirut invasa da
Arafat negli anni Settanta. Una città straniera che parla la propria
lingua e osserva i propri costumi, una città musulmana dove i
terroristi circolano indisturbati e indisturbati organizzano la
nostra morte. Del resto ora si parla apertamente anche di
terrorismo-islamico, cosa che prima veniva evitata con cura onde non
offendere i cosiddetti musulmani moderati. Sì, è vero: ora anche i
collaborazionisti e gli imam esprimono le loro ipocrite condanne, le
loro mendaci esecrazioni, la loro falsa solidarietà coi parenti
delle vittime. Si, è vero: ora si fanno severe perquisizioni nelle
case dei musulmani indagati, si arrestano i sospettati, magari ci si
decide ad espellerli. Ma in sostanza non è cambiato nulla. Nulla.
Dall’ antiamericanismo all’ antioccidentalismo al filoislamismo,
tutto continua come prima. Persino in Inghilterra. Sabato 9 luglio
cioè due giorni dopo la strage la BBC ha deciso di non usare più il
termine "terroristi", termine-che-esaspera-i-toni-della-Crociata, ed
ha scelto il vocabolo "bombers". Bombardieri, bombaroli. Lunedì 11
luglio cioé quattro giorni dopo la strage il Times ha pubblicato
nella pagina dei commenti la vignetta più disonesta ed ingiusta ch’
io abbia mai visto. Quella dove accanto a un kamikaze con la bomba
si vede un generale anglo-americano con un’ identica bomba. Identica
nella forma e nella misura. Sulla bomba, la scritta: ¬Killer
indiscriminato e diretto ai centri urbani». Sulla vignetta, il
titolo: "Spot the difference, cerca la differenza".
Quasi contemporaneamente, alla televisione americana ho visto una
giornalista del Guardian, il quotidiano dell’ estrema sinistra
inglese, che assolveva l’ apologia di reato manifestata anche
stavolta dai giornali musulmani di Londra. E che in pratica
attribuiva la colpa di tutto a Bush. Il-criminale, il-
più-grande-criminale-della-Storia, George W. Bush. "Bisogna
capirli". Cinguettava "la politica americana li ha esasperati. Se
non ci fosse stata la guerra in Iraq...". (Giovanotta, l’ 11
settembre la guerra in Iraq non c’ era. L’ 11 settembre la guerra ce
l’ hanno dichiarata loro. Se n’ è dimenticata?). E
contemporaneamente ho letto su Repubblica un articolo dove si
sosteneva che l’ attacco alla subway di Londra non è stato un
attacco all’ Occidente. E’ stato un attacco che i figli di Allah
hanno fatto contro i propri fantasmi. Contro l’ Islam "lussurioso"
(suppongo che voglia dire "occidentalizzato") e il cristianesimo
"secolarizzato". Contro i pacifisti indù e
la-magnifica-varietà-che-Allah-ha-creato. Infatti, spiegava, in
Inghilterra i musulmani sono due milioni e nella metropolitana di
Londra non-trovi-un-inglese-nemmeno-a-pagarlo-oro. Tutti in
turbante, tutti in kefiah. Tutti con la barba lunga e il djellabah.
Se-ci-trovi-una-bionda-con-gli-occhi-azzurri-è-una-circassa".
(Davvero?!? Chi l’ avrebbe mai detto!!! Nelle fotografie dei feriti
non scorgo né turbanti né kefiah, né barbe lunghe né djellabah. E
nemmeno burka e chador. Vedo soltanto inglesi come gli inglesi che
nella Seconda Guerra Mondiale morivano sotto i bombardamenti
nazisti. E leggendo i nomi dei dispersi vedo tutti Phil Russell,
Adrian Johnson, Miriam Hyman, più qualche tedesco o italiano o
giapponese.
Di nomi arabi, finoggi, ho visto soltanto quello di una giovane
donna che si chiamava Shahara Akter Islam).
Continua anche la fandonia dell’ Islam "moderato", la commedia della
tolleranza, la bugia dell’ integrazione, la farsa del
pluriculturalismo. Vale a dire delle moschee che esigono e che noi
gli costruiamo. Nel corso d’ un dibattito sul terrorismo, al
consiglio comunale di Firenze lunedì 11 luglio il capogruppo
diessino ha dichiarato: "E’ ora che anche a Firenze ci sia una
moschea". Poi ha detto che la comunità islamica ha esternato da
tempo la volontà di costruire una moschea e un centro culturale
islamico simili alla moschea e al centro culturale islamico che
sorgeranno nella diessina Colle val d’ Elsa. Provincia della
diessina Siena e del suo filo-diessino Monte dei Paschi, già la
banca del Pci e ora dei Ds. Bé, quasi nessuno si è opposto. Il
capogruppo della Margherita si è detto addirittura favorevole. Quasi
tutti hanno applaudito la proposta di contribuire all’ impresa coi
soldi del municipio cioé dei cittadini, e l’ assessore all’
urbanistica ha aggiunto che da un punto di vista urbanistico non ci
sono problemi. "Niente di più facile". Episodio dal quale deduci che
la città di Dante e Michelangelo e Leonardo, la culla dell’ arte e
della cultura rinascimentale, sarà presto deturpata e ridicolizzata
dalla sua Mecca. Peggio ancora: continua la Political Correctness
dei magistrati sempre pronti a mandare in galera me e intanto ad
assolvere i figli di Allah. A vietarne l’ espulsione, ad annullarne
le (rare) condanne pesanti, nonché a tormentare i carabinieri o i
poliziotti che con loro gran dispiacere li arrestano. Milano,
pomeriggio dell’ 8 luglio cioé il giorno dopo la strage di Londra.
Il quarantaduenne Mohammed Siliman Sabri Saadi, egiziano e
clandestino, viene colto senza biglietto sull’ autobus della linea
54. Per effettuare la multa i due controllori lo fanno scendere e
scendono con lui. Gli chiedono un documento, lui reagisce
ingaggiando una colluttazione. Ne ferisce uno che finirà all’
ospedale, scappa perdendo il passaporto, ma la Volante lo ritrova e
lo blocca. Nonostante le sue resistenze, dinanzi a una piccola folla
lo ammanetta e nello stesso momento ecco passare una signora che
tutta stizzita vuole essere ascoltata come testimone se il poverino
verrà processato ed accusato di resistenza. I poliziotti le
rispondono signora-ci-lasci-lavorare, e allora lei allunga una carta
di identità dalla quale risulta che è un magistrato. Sicché un po’
imbarazzati ne prendono atto poi portano Mohammed in questura e
qui... Bé, invece di portarlo al centro di permanenza temporanea
dove (anziché in galera) si mettono i clandestini, lo lasciano
andare invitandolo a presentarsi la prossima settimana al processo
cui dovrà sottoporsi per resistenza all’ arresto e lesioni a
pubblico ufficiale. Lui se ne va, scompare (lo vedremo mai più?) e
indovina chi è la signora tutta stizzita perché lo avevano
ammanettato come vuole la prassi.
La magistrata che sette mesi fa ebbe il suo piccolo momento di
celebrità per aver assolto con formula piena tre musulmani accusati
di terrorismo internazionale e per aver aggiunto che in Iraq non c’
è il terrorismo, c’ è la guerriglia, che insomma i tagliateste sono
Resistenti. Sì, proprio quella che il vivace leghista Borghezio
definì ¬una vergogna per Milano e per la magistratura». E indovina
chi anche oggi la loda, la difende, dichiara ha-fatto-benissimo. I
diessini, i comunisti, e i soliti verdi. Continua anche la panzana
che l’ Islam è una religione di pace, che il Corano predica la
misericordia e l’ amore e la pietà. Come se Maometto fosse venuto al
mondo con un ramoscello d’ ulivo in bocca e fosse morto crocifisso
insieme a Gesù. Come se non fosse stato anche lui un tagliateste e
anziché orde di soldati con le scimitarre ci avesse lasciato san
Matteo e san Marco e san Luca e san Giovanni intenti a scrivere gli
Evangeli. Continua anche la frottola dell’ Islam vittima-dell’
Occidente. Come se per quattordici secoli i musulmani non avessero
mai torto un capello a nessuno e la Spagna e la Sicilia e il Nord
Africa e la Grecia e i Balcani e l’ Europa orientale su su fino all’
Ucraina e alla Russia le avesse occupate la mia bisnonna valdese.
Come se ad arrivare fino a Vienna e a metterla sotto assedio fossero
state le suore di sant’ Ambrogio e le monache Benedettine. Continua
anche la frode o l’ illusione dell’ Islam Moderato. Con questa, il
tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un’ esigua
minoranza e che quella esigua minoranza vive in paesi lontani.
Bé, il nemico non è affatto un’ esigua minoranza. E ce l’ abbiamo in
casa. Ce l’ avevamo in casa l’ 11 settembre del 2001 cioé a New
York. Ce l’ avevamo in casa l’ 11 marzo del 2004 cioé a Madrid. Ce
l’ avevamo in casa l’ 1, il 2, il 3 settembre del medesimo anno a
Beslan dove si divertirono anche a fare il tiro a segno sui bambini
che dalla scuola fuggivano terrorizzati, e di bambini ne uccisero
centocinquanta. Ce l’ avevamo in casa il 7 luglio scorso cioé a
Londra dove i kamikaze identificati erano nati e cresciuti. Dove
avevano studiato finalmente qualcosa, erano vissuti finalmente in un
mondo civile, e dove fino alla sera precedente s’ eran divertiti con
le partite di calcio o di cricket. Ce l’ abbiamo in casa da oltre
trent’ anni, perdio. Ed è un nemico che a colpo d’ occhio non sembra
un nemico. Senza la barba, vestito all’ occidentale, e secondo i
suoi complici in buona o in malafede
perfettamente-inserito-nel-nostro-sistema-sociale. Cioé col permesso
di soggiorno. Con l’ automobile. Con la famiglia. E pazienza se la
famiglia è spesso composta da due o tre mogli, pazienza se la moglie
o le mogli le fracassa di botte, pazienza se non di rado uccide la
figlia in blue jeans, pazienza se ogni tanto suo figlio stupra la
quindicenne bolognese che col fidanzato passeggia nel parco. E’ un
nemico che trattiamo da amico. Che tuttavia ci odia e ci disprezza
con intensità. Tale intensità che verrebbe spontaneo gridargli: se
siamo così brutti, così cattivi, così peccaminosi, perché non te ne
torni a casa tua? Perché stai qui? Per tagliarci la gola o farci
saltare in aria? Un nemico, inoltre, che in nome dell’ umanitarismo
e dell’ asilo politico (ma quale asilo politico, quali motivi
politici?) accogliamo a migliaia per volta anche se i Centri di
Accoglienza straripano, scoppiano, e non si sa più dove metterlo. Un
nemico che in nome della ¬necessità» (ma quale necessità, la
necessità di riempire le strade coi venditori ambulanti e gli
spacciatori di droga?) invitiamo anche attraverso l’ Olimpo
Costituzionale. ¬Venite, cari, venite. Abbiamo tanto bisogno di
voi». Un nemico che per partorire non ha bisogno della procreazione
assistita, delle cellule staminali. Il suo tasso di natalità è così
alto che secondo il National Intelligence Council alla fine di
quest’ anno la popolazione musulmana in Eurabia risulterà
raddoppiata. Un nemico che le moschee le trasforma in caserme, in
campi di addestramento, in centri di reclutamento per i terroristi,
e che obbedisce ciecamente all’ imam (però guai se arresti l’ imam.
Peggio ancora, se qualche agente della Cia te lo toglie dai piedi
col tacito consenso dei nostri servizi segreti). Un nemico che in
virtù della libera circolazione voluta dal trattato di Schengen
scorrazza a suo piacimento per l’ Eurabia sicché per andare da
Londra a Marsiglia, da Colonia a Milano o viceversa, non deve
esibire alcun documento. Può essere un terrorista che si sposta per
organizzare o materializzare un massacro, può avere addosso tutto l’
esplosivo che vuole: nessuno lo ferma, nessuno lo tocca. (Ma quando
in seguito alla strage di Londra la Francia denuncia il trattato di
Schengen e perfino la Spagna zapatera pensa di imitarla, l’ Italia e
gli altri paesi europei rispondono scandalizzati no no). Un nemico
che appena installato nelle nostre città o nelle nostre campagne si
abbandona alle prepotenze ed esige l’ alloggio gratuito o
semi-gratuito nonché il voto e la cittadinanza. Tutte cose che
ottiene senza difficoltà. Un nemico che protetto dalla Sinistra al
Caviale e dalla Destra al Fois Gras e dal Centro al Prosciutto
ciancia, appunto, di integrazione e pluriculturalismo ma intanto ci
impone le proprie regole e i propri costumi. Che bandisce il maiale
dalle mense delle scuole, delle fabbriche, delle prigioni. Che
aggredisce la maestra o la preside perché una scolara bene educata
ha gentilmente offerto al compagno di classe musulmano la frittella
di riso al marsala cioé "col liquore". E-attenta-a-non-ripeter-l’
oltraggio. Un nemico che negli asili vuole abolire anzi abolisce il
Presepe e Babbo Natale. Che il crocifisso lo toglie dalle aule
scolastiche, lo getta giù dalle finestre degli ospedali, lo
definisce "un cadaverino ignudo e messo lì per spaventare i bambini
musulmani". (Parlo, s’ intende, dell’ arabo con la cittadinanza
italiana che mi ha denunciato per vilipendio all’ Islam. Che contro
di me ha scritto un lercio e sgrammaticato libello dove elencando
quattro sure del Corano chiede ai suoi correligionari di eliminarmi,
che per le sue malefatte non è mai stato o non ancora processato).
Un nemico che in Inghilterra s’ imbottisce le scarpe di esplosivo
onde far saltare in aria il jumbo del volo Parigi-Miami. (Parlo, s’
intende, dell’ arabo con la cittadinanza inglese che per puro
miracolo beccarono sulla American Airlines).
Un nemico che ad Amsterdam uccide Theo van Gogh colpevole di girare
documentari sulla schiavitù delle musulmane e che dopo averlo ucciso
gli apre il ventre, ci ficca dentro una lettera con la condanna a
morte della sua migliore amica. (Parlo, s’ intende, dell’ arabo con
cittadinanza olandese che probabilmente anzi spero verrà condannato
all’ ergastolo e che al processo ha sibilato alla mamma di Theo: "Io
non provo alcuna pietà per lei. Perché lei è un’ infedele"). Il
nemico, infine, per il quale trovi sempre un magistrato clemente
cioé pronto a scarcerarlo. E che i governi eurobei (ndr: non si
tratta d’ un errore tipografico, voglio proprio dire eurobei non
europei) non espellono neanche se è clandestino. Continua anche il
discorso sul Dialogo delle due Civiltà. Ed apriti cielo se chiedi
qual è l’ altra civiltà, cosa c’ è di civile in una civiltà che non
conosce neanche il significato della parola libertà. Che per
libertà, hurryya, intende ¬emancipazione dalla schiavitù". Che la
parola hurryya la coniò soltanto alla fine dell’ Ottocento per poter
firmare un trattato commerciale. Che nella democrazia vede Satana e
la combatte con gli esplosivi, le teste tagliate. Che dei Diritti
dell’ Uomo da noi tanto strombazzati e verso i musulmani
scrupolosamente applicati non vuole neanche sentirne parlare.
Infatti rifiuta di sottoscrivere la Carta dei Diritti Umani
compilata dall’ Onu e la sostituisce con la Carta dei Diritti Umani
compilata dalla Conferenza Araba. Apriti cielo anche se chiedi che
cosa c’ è di civile in una civiltà che tratta le donne come le
tratta.
L’ Islam è il Corano, cari miei. Comunque e dovunque. E il Corano è
incompatibile con la Libertà, è incompatibile con la Democrazia, è
incompatibile con i Diritti Umani. E’ incompatibile col concetto di
civiltà. E visto che ho toccato questo argomento mi ascolti bene,
signor giudice di Bergamo che ha voluto incriminarmi per vilipendio
all’ Islam ma che non ha mai incriminato il mio persecutore per
vilipendio al Cristianesimo. Nonché per istigazione all’ omicidio.
(Il mio). Mi ascolti e mi condanni pure. Mi infligga pure quei tre
anni di reclusione che i magistrati italiani non infliggono nemmeno
ai terroristi islamici beccati con l’ esplosivo in cantina. Il suo
processo è inutile. Finché avrò un filo di fiato io ripeterò ciò che
ho scritto nei miei libri e che riscrivo qui. Non mi sono mai fatta
intimidire, non mi faccio mai intimidire dalle minacce di morte e
dalle persecuzioni, dalle denigrazioni, dagli insulti contro i quali
Lei si è guardato bene dal proteggermi anche come semplice
cittadino. Quindi si figuri se mi faccio intimidire da Lei che mi
nega il costituzionale diritto di pensare ed esprimere la mia
opinione. Però, prima del processo, una curiosità me la deve
togliere. Nella cella mi ci terrà tutta sola o coi carabinieri che
lo Stato Italiano mi ha cortesemente imposto affinché non venga
ammazzata come Biagi o come Theo van Gogh? Glielo chiedo perché il
ministro degli Interni dice che nelle nostre carceri oltre il
cinquanta per cento dei detenuti sono musulmani, e suppongo che di
quei carabinieri avrei più bisogno in galera che a casa mia. (Quanto
a voi, signori del Parlamento, congratulazioni per aver respinto la
proposta del ministro della Giustizia: abolire il reato di opinione.
E particolari congratulazioni all’ onorevole di Alleanza Nazionale
che oltre ad aver gestito quel rifiuto ha chiesto di abolire il
reato d’ apologia del fascismo). Continua anche l’ indulgenza che la
Chiesa Cattolica (del resto la maggiore sostenitrice del Dialogo)
professa nei riguardi dell’ Islam. Continua cioé la sua irremovibile
irriducibile volontà di sottolineare il "comune patrimonio
spirituale fornitoci dalle tre grandi religioni monoteistiche".
Quella cristiana, quella ebraica, quella islamica. Tutte e tre
basate sul concetto del Dio Unico, tutte e tre ispirate da Abramo.
Il buon Abramo che per ubbidire a Dio stava per sgozzare il suo
bambino come un agnello. Ma quale patrimonio in comune?!?
Allah non ha nulla in comune col Dio del Cristianesimo. Col Dio
padre, il Dio buono, il Dio affettuoso che predica l’ amore e il
perdono. Il Dio che negli uomini vede i suoi figli. Allah è un Dio
padrone, un Dio tiranno. Un Dio che negli uomini vede i suoi sudditi
anzi i suoi schiavi. Un Dio che invece dell’ amore insegna l’ odio,
che attraverso il Corano chiama cani-infedeli coloro che credono in
un altro Dio e ordina di punirli. Di soggiogarli, di ammazzarli.
Quindi come si fa a mettere sullo stesso piano il cristianesimo e l’
islamismo, come si fa a onorare in egual modo Gesù e Maometto?!?
Basta davvero la faccenda del Dio Unico per stabilire una concordia
di concetti, di principii, di valori?!? E questo è il punto che
nell’ immutata realtà del dopo-strage di Londra mi turba forse di
più. Mi turba anche perché sposa quindi rinforza quello che
considero l’ errore commesso da papa Wojtyla: non battersi quanto
avrebbe a mio avviso dovuto contro l’ essenza illiberale e
antidemocratica anzi crudele dell’ Islam. Io in questi quattr’ anni
non ho fatto che domandarmi perché un guerriero come Wojtyla, un
leader che come lui aveva contribuito più di chiunque al crollo
dell’ impero sovietico e quindi del comunismo, si mostrasse così
debole verso un malanno peggiore dell’ impero sovietico e del
comunismo. Un malanno che anzitutto mira alla distruzione del
cristianesimo. (E dell’ ebraismo). Non ho fatto che domandarmi
perché egli non tuonasse in maniera aperta contro ciò che avveniva
(avviene) ad esempio in Sudan dove il regime fondamentalista
esercitava (esercita) la schiavitù. Dove i cristiani venivano
eliminati (vengono eliminati) a milioni. Perché tacesse sull’ Arabia
Saudita dove la gente con una Bibbia in mano o una crocetta al collo
era (è) trattata come feccia da giustiziare. Ancora oggi quel
silenzio io non l’ ho capito e...
Naturalmente capisco che la filosofia della Chiesa Cattolica si basa
sull’ ecumenismo e sul comandamento Ama-il-nemico-tuo-come-te-stesso.
Che uno dei suoi principii fondamentali è almeno teoricamente il
perdono, il sacrificio di porgere l’ altra guancia. (Sacrificio che
rifiuto non solo per orgoglio cioè per il mio modo di intendere la
dignità, ma perché lo ritengo un incentivo al Male di chi fa del
male). Però esiste anche il principio dell’ autodifesa anzi della
legittima difesa, e se non sbaglio la Chiesa Cattolica vi ha fatto
ricorso più volte. Carlo Martello respinse gli invasori musulmani
alzando il crocifisso. Isabella di Castiglia li cacciò dalla Spagna
facendo lo stesso. E a Lepanto c’ erano anche le truppe pontificie.
A difendere Vienna, ultimo baluardo della Cristianità, a romper l’
assedio di Kara Mustafa, c’ era anche e soprattutto il polacco
Giovanni Sobienski con l’ immagine della Vergine di Chestochowa. E
se quei cattolici non avessero applicato il principio dell’
autodifesa, della legittima difesa, oggi anche noi porteremmo il
burka o il jalabah. Anche noi chiameremmo i pochi superstiti
cani-infedeli. Anche noi gli segheremmo la testa col coltello halal.
E la basilica di San Pietro sarebbe una moschea come la chiesa di
Santa Sofia a Istanbul. Peggio: in Vaticano ci starebbero Bin Laden
e Zarkawi. Così, quando tre giorni dopo la nuova strage Papa
Ratzinger ha rilanciato il tema del Dialogo, sono rimasta di sasso.
Santità, Le parla una persona che La ammira molto. Che Le vuole
bene, che Le dà ragione su un mucchio di cose. Che a causa di questo
viene dileggiata coi nomignoli atea-devota, laica-baciapile,
liberal-clericale. Una persona, inoltre, che capisce la politica e
le sue necessità. Che comprende i drammi della leadership e i suoi
compromessi. Che ammira l’ intransigenza della fede e rispetta le
rinunce o le prodigalità a cui essa costringe. Però il seguente
interrogativo devo porlo lo stesso: crede davvero che i musulmani
accettino un dialogo coi cristiani, anzi con le altre religioni o
con gli atei come me? Crede davvero che possano cambiare,
ravvedersi, smettere di seminar bombe? Lei è un uomo tanto erudito,
Santità. Tanto colto. E li conosce bene. Assai meglio di me. Mi
spieghi dunque: quando mai nel corso della loro storia, una storia
che dura da millequattrocento anni, sono cambiati e si sono
ravveduti? Oh, neanche noi siamo stati e siamo stinchi di santo: d’
accordo. Inquisizioni, defenestrazioni, esecuzioni, guerre, infamie
di ogni tipo. Nonché guelfi e ghibellini a non finire. E per
giudicarci severamente basta pensare a quel che abbiamo combinato
sessanta anni fa con l’ Olocausto. Ma poi abbiamo messo un po’ di
giudizio, perbacco. Ci abbiamo dato una pensata e se non altro in
nome della decenza siamo un po’ migliorati. Loro, no.
La Chiesa Cattolica ha avuto svolte storiche, Santità. Anche questo
lei lo sa meglio di me. A un certo punto si è ricordata che Cristo
predicava la Ragione, quindi la scelta, quindi il Bene, quindi la
Libertà, e ha smesso di tiranneggiare. D’ ammazzare la gente. O
costringerla a dipinger soltanto Cristi e Madonne. Ha compreso il
laicismo. Grazie a uomini di prim’ ordine, un lungo elenco di cui
Lei fa parte, ha dato una mano alla democrazia. Ed oggi parla coi
tipi come me. Li accetta e lungi dal bruciarli vivi (io non
dimentico mai che fino a quattro secoli fa il Sant’ Uffizio mi
avrebbe mandato al rogo) ne rispetta le idee. Loro, no. Ergo con
loro non si può dialogare. E ciò non significa ch’ io voglia
promuovere una guerra di religione, una Crociata, una caccia alle
streghe, come sostengono i mentecatti e i cialtroni. (Guerre di
religione, Crociate, io ?!? Non essendo religiosa, figuriamoci se
voglio incitare alle guerre di religione e alle Crociate. Cacce alle
streghe io?!? Essendo considerata una strega, un’ eretica, dagli
stessi laici e dagli stessi liberals, figuriamoci se voglio
accendere una caccia alle streghe. Ciò significa, semplicemente, che
illudersi su di loro è contro ragione. Contro la Vita, contro la
stessa sopravvivenza, e guai a concedergli certe familiarità.
La strage toccherà davvero anche a noi, la prossima volta toccherà
davvero a noi? Oh, sì. Non ne ho il minimo dubbio. Non l’ ho mai
avuto. Anche questo lo dico da quattro anni. E aggiungo: non ci
hanno ancora attaccato in quanto avevano bisogno della landing-zone,
della testa di ponte, del comodo avamposto che si chiama Italia.
Comodo geograficamente perché è il più vicino al Medio Oriente e
all’ Africa cioè ai paesi che forniscono il grosso della truppa.
Comodo strategicamente perché a quella truppa offriamo buonismo e
collaborazionismo, coglioneria e viltà. Ma presto si scateneranno.
Lo stesso Bin Laden ce lo ha promesso. In modo esplicito, chiaro,
preciso. Più volte. I suoi luogotenenti (o rivali), idem. Lo stesso
Corriere lo dimostra con l’ intervista a Saad Al-Faqih, l’ esiliato
saudita diventato amico di Bin Laden durante il conflitto coi russi
in Afghanistan, e secondo i servizi segreti americani finanziatore
di Al Qaeda. ¬E’ solo questione di tempo. Al Qaeda vi colpirà
presto» ha detto Al-Faqih aggiungendo che l’ attacco all’ Italia è
la cosa più logica del mondo. Non è l’ Italia l’ anello più debole
della catena composta dagli alleati in Iraq? Un anello che viene
subito dopo la Spagna e che è stato preceduto da Londra per pura
convenienza. E poi: ¬Bin Laden ricorda bene le parole del Profeta.
Voi-costringerete-i-romani-alla-resa. E vuole costringer l’ Italia
ad abbandonare l’ alleanza con l’ America». Infine, sottolineando
che operazioni simili non si fanno appena sbarcati a Lampedusa o
alla Malpensa bensì dopo aver maturato dimestichezza con il paese,
esser penetrati nel suo tessuto sociale: "Per reclutare gli autori
materiali, c’ è solo l’ imbarazzo della scelta".
Molti italiani non ci credono ancora. Nonostante le dichiarazioni
del ministro degli Interni, a rischio Roma e Milano, all’ erta anche
Torino e Napoli e Trieste e Treviso nonché le città d’ arte come
Firenze e Venezia, gli italiani si comportano come i bambini per cui
la parola Morte non ha alcun significato. O come gli scriteriati cui
la morte sembra una disgrazia che riguarda gli altri e basta. Nel
caso peggiore, una disgrazia che li colpirà per ultimi. Peggio:
credono che per scansarla basti fare i furbi cioè leccarle i piedi.
Ha ragione Vittorio Feltri quando su Libero scrive che la decadenza
degli occidentali si identifica con la loro illusione di poter
trattare amichevolmente il nemico, nonché con la loro paura. Una
paura che li induce ad ospitare docilmente il nemico, a tentar di
conquistarne la simpatia, a sperare che si lasci assorbire mentre è
lui che vuole assorbire. Questo senza contare la nostra abitudine ad
essere invasi, umiliati, traditi. Come dico nell’ "Apocalisse", l’
abitudine genera rassegnazione. La rassegnazione genera apatia. L’
apatia genera inerzia. L’ inerzia genera indifferenza, ed oltre a
impedire il giudizio morale l’ indifferenza soffoca l’ istinto di
autodifesa cioè l’ istinto che induce a battersi. Oh, per qualche
settimana o qualche mese lo capiranno sì d’ essere odiati e
disprezzati dal nemico che trattano da amico e che è del tutto
refrattario alle virtù chiamate Gratitudine, Lealtà, Pietà.
Usciranno sì dall’ apatia, dall’ inerzia, dall’ indifferenza. Ci
crederanno sì agli annunci di Saad al-Faqih e agli espliciti,
chiari, precisi avvertimenti pronunciati da Bin Laden and Company.
Eviteranno di prendere i treni della sotterranea. Si sposteranno in
automobile o in bicicletta. (Ma Theo van Gogh fu ammazzato mentre si
spostava in bicicletta). Attenueranno il buonismo o il servilismo.
Si fideranno un po’ meno del clandestino che gli vende la droga o
gli pulisce la casa. Saranno meno cordiali col manovale che
sventolando il permesso di soggiorno afferma di voler diventare come
loro ma intanto fracassa di botte la moglie, le mogli, e uccide la
figlia in blue jeans. Rinunceranno anche alle litanie sui Viaggi
della Speranza, e forse realizzeranno che per non perdere la Libertà
a volte bisogna sacrificare un po’ di libertà. Che l’ autodifesa è
legittima difesa e la legittima difesa non è una barbarie. Forse
grideranno addirittura che la Fallaci aveva ragione, che non
meritava d’ essere trattata come una delinquente. Ma poi
riprenderanno a trattarmi come una delinquente. A darmi di
retrograda xenofoba razzista eccetera. E quando l’ attacco verrà,
udiremo le consuete scemenze. Colpa-degli-americani, colpa-di-Bush.
Quando verrà, come avverrà quell’attacco? Oddio, detesto fare la
Cassandra. La profetessa. Non sono una Cassandra, non sono una
profetessa. Sono soltanto un cittadino che ragiona e ragionando
prevede cose che secondo logica accadranno. Ma che ogni volta spera
di sbagliarsi e, quando accadono, si maledice per non aver
sbagliato. Tuttavia riguardo all’ attacco contro l’ Italia temo due
cose: il Natale e le elezioni. Forse supereremo il Natale. I loro
attentati non sono colpacci rozzi, grossolani. Sono delitti
raffinati, ben calcolati e ben preparati. Prepararsi richiede tempo
e a Natale credo che non saranno pronti. Però saranno pronti per le
elezioni del 2006. Le elezioni che vogliono vedere vinte dal
pacifismo a senso unico. E da noi, temo, non si accontenteranno di
massacrare la gente. Perché quello è un Mostro intelligente,
informato, cari miei. Un Mostro che (a nostre spese) ha studiato
nelle università, nei collegi rinomati, nelle scuole di lusso. (Coi
soldi del genitore sceicco od onesto operaio). Un Mostro che non s’
intende soltanto di dinamica, chimica, fisica, di aerei e treni e
metropolitane: s’ intende anche di Arte. L’ arte che il loro
presunto Faro-di-Civiltà non ha mai saputo produrre. E penso che
insieme alla gente da noi vogliano massacrare anche qualche opera d’
arte. Che ci vuole a far saltare in aria il Duomo di Milano o la
Basilica di San Pietro? Che ci vuole a far saltare in aria il David
di Michelangelo, gli Uffizi e Palazzo Vecchio a Firenze, o il
Palazzo dei Dogi a Venezia? Che ci vuole a far saltare in aria la
Torre di Pisa, monumento conosciuto in ogni angolo del mondo e
perciò assai più famoso delle due Torri Gemelle? Ma non possiamo
scappare o alzare bandiera bianca. Possiamo soltanto affrontare il
mostro con onore, coraggio, e ricordare quel che Churchill disse
agli inglesi quando scese in guerra contro il nazismo di Hitler.
Disse: "Verseremo lacrime e sangue". Oh, sì: pure noi verseremo
lacrime e sangue. Siamo in guerra: vogliamo mettercelo in testa, sì
o no?!? E in guerra si piange, si muore. Punto e basta. Conclusi
così anche quattro anni fa, su questo giornale.
Oriana Fallaci
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