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Cronaca 1 |
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CONCESSA LA GRAZIA AD IVAN!
Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha concesso la grazia a Ivan Liggi, agente della polizia stradale condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione per l' omicidio di Giovanni Pascale, un automobilista che nel 1997 a Rimini tentò di sfuggire al controllo di polizia. L'atto di clemenza è stato controfirmato stamani dal ministro della Giustizia Clemente Mastella. L'istanza di clemenza - sottolinea una nota del ministero della Giustizia - era stata presentata da Liggi nel 2005, ed era accompagnata da oltre tredicimila firme di cittadini ed appoggiata anche da parlamentari di entrambi gli schieramenti politici, da diversi consigli comunali e provinciali dell'Emilia Romagna. Trentaquattro anni, Liggi ha sempre sostenuto che il colpo sparato durante l'inseguimento di un automobilista, nel febbraio del 1997, gli partì accidentalmente. La Cassazione confermò la sua condanna a 9 anni e 5 mesi di carcere per omicidio volontario, pena che ha cominciato a scontare il 16 ottobre 2004. Lo scorso ottobre, grazie all'indulto, ha avuto la possibilità di accedere al lavoro esterno, e quindi di uscire dalla mattina alla sera per lavorare come commesso alle vendite in una concessionaria di moto a Cesena, di cui è titolare un suo amico d'infanzia. IVAN LIGGI: FRASTORNATO E FELICE "Sono frastornato ma felice. La speranza di tornare definitivamente libero l'ho sempre avuta, e da oggi è una realtà. Ringrazio mio padre che mi è sempre stato accanto, la mia famiglia, tutti coloro che in questi anni si sono battuti per me". E' commosso e quasi ancora incredulo Ivan Liggi, l'ex poliziotto cesenate che ha ottenuto la grazia dal Presidente della Repubblica e che è appena uscito dal carcere di Forlì. Il giovane, che anche questa mattina si era presentato al lavoro nella concessionaria di moto gestita da un suo amico (era stato ammesso al lavoro esterno durante le ore diurne dal 23 ottobre), è già tornato a casa a Cesena, in auto, accompagnato dal papà Natale. |
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| 785 giorni di ingiusta carcerazione | ||||||
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IVAN LIGGI, UN EX - POLIZIOTTO DELLA STRADALE IN GALERA
24 febbraio 1997 IL FATTO ....,
.......... Ivan era al lavoro, quel giorno, in servizio di pattuglia
come tante altre volte. Adesso è in carcere, in galera. Dimenticato
anche da chi ha servito fino a quel 24 febbraio. Noi non lo
dimentichiamo, invece, Noi gli siamo vicini, con gli amici, i
colleghi, la famiglia, tutti quelli che vogliono fare qualcosa per
Ivan. Noi vogliamo restargli vicino in attesa che il Presidente
della Repubblica si pronunci sulla richiesta di Grazia inoltratogli
con più di quindicimila firme, compresa quella della sorella del
deceduto.
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Steve Irwin detto «Crocodile hunter» morte assurda e beffarda |
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SYDNEY - Australia in lutto per la morte della star
televisiva Steve Irwin, 44 anni. Noto come «Crocodile hunter»
(cacciatore di coccodrilli), era divenuto famosissimo in Australia
per le trasmissioni sugli animali in cui andava alla ricerca di
animali pericolosi come serpenti, scorpioni, ragni, coccodrilli e
leoni che manipolava senza paura. Le sue trasmissioni erano apparse
anche alla tv italiana. Il suo aspetto giovanile nella perenne
tenuta da ranger in pantaloncini corti era un'immagine familiare in
Australia, tanto da diventarne una sorta di icona nazionale. Irwin è deceduto in modo incredibile. Durante un'immersione per un filmato nella Grande barriera corallina australiana a Lowe Isles Reef, presso Port Douglas (Queensland), è stato punto in pieno petto dalla spina caudale velenosa di una grande razza tropicale. Il video lo riprende mentre stacca la razza
dal petto poco prima di spirare. L'amico e produttore John Stainton
ha definito "terribile" il filmato. |
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| Le razze sono animali pacifici che non attaccano mai l'uomo, il contatto con il pungiglione è stato casuale o forse dovuto a eccessiva imprudenza da parte di Irwin. Il veleno della razza non è mortale a meno che non venga colpita una parte vitale. Irwin è morto per arresto cardiaco. | ||||||||
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ESPERTO, LE RAZZE NON PUNGONO
''Le razze non possono far male perchè non hanno l'aculeo sulla
coda'' spiega il responsabile settore pesci tropicali e squali
dell'Acquario di Cattolica Giovanni Raimondi. ''Molto spesso
l'opinione pubblica si sbaglia e confonde le razze con i trigoni, i
loro parenti più stretti, che fanno parte del gruppo degli squali
piatti. Loro sì che hanno l'aculeo per difendersi. Ma lo utilizzano
solo in casi estremi, perchè altrimenti sono assolutamente innocui,
come dimostra anche la nostra esperienza''. All'Acquario di
Cattolica esiste un'ampia vasca tattile dove 12 esemplari di trigoni
viola convivono tra loro e il pubblico può addirittura accarezzarli
e toccarli senza alcun pericolo. ''Dal 2002 - spiega Raimondi -
rendiamo possibile questa esperienza togliendo l'aculeo ai trigoni
come precauzione, sapendo che questi animali comunque convivono
pacificamente in tutti i mari del mondo con l'uomo''. A proposito
dell'episodio della morte del documentarista Raimondi dà la sua
spiegazione: ''Credo che siano due le possibilità di questo decesso:
o il documentarista è stato colpito per una manovra eccessivamente
spericolata e maldestra che ha toccato punti vitali oppure si
potrebbe trattare di una forma di allergia alla tossina iniettata
dalla puntura. Questa tossina di cui sono dotati i trigoni è
termolabile come quella dello scorfano e del pesce ragno, quindi in
caso di puntura si dovrebbe tenere immersa la parte colpita in acqua
molto calda''. |
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